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Quando il proprietario di un animale, cane e gatto che sia, si accinge a portare il suo nuovo amico alla prima visita veterinaria, una delle domande che più frequentemente vengono rivolte al medico è “Come mi devo comportare quando il mio animale manifesterà il primo calore?”

La risposta non sempre è univoca. Da un lato c’è il desiderio di rispettare l’etologia della specie in oggetto, dall’altro l’esigenza di salvaguardare più a lungo possibile la salute del nostro amico a quattro zampe e il suo benessere nell’ambiente in cui dovrà vivere.

GATTI

Nel gatto, che vive esclusivamente in appartamento, l’intervento è una scelta quasi obbligata. Imaschi, all’età di 7-12 mesi a seconda delle razze, raggiungono la maturità sessuale e iniziano a produrreormoni maschili responsabili del tipico comportamento del maschio “in calore” che si manifesta con miagolii insistenti, tentativi di fuga e soprattutto con la produzione di urine di odore particolarmente pungente rilasciate al di fuori della cassettina igienica. La castrazione è l’unico modo per abolire tale comportamento, ridando al micio la “serenità perduta”.

Invece per i gatti maschi, che vivono all’aperto, abolire il comportamento sessuale significa risparmiargli furibonde lotte per la conquista della femmina con tutto ciò che ne consegue: gravi ferite da graffi e morsi, infezioni virali mortali (immunodeficienza felina), incidenti automobilistici durante il loro vagabondare alla ricerca di una gatta in calore. Statisticamente i gatti castrati, che vivono non in libertà, hanno aspettative di vita molto superiori a quelle di un gatto che vive “secondo natura”. Si parla di una vita media di dieci-dodici anni di un gatto casalingo rispetto ai quattro anni di un gatto girovago.

Il discorso è sovrapponibile per la femmina, nella quale però gli aspetti sanitari assumono valenza ancora maggiore. Oltre a impedire gravidanze indesiderate, la sterilizzazione chirurgica, effettuata prima del primo calore ovvero intorno ai sei mesi di età, è in grado di prevenire quasi al 100% le neoplasie mammarie, frequenti e spesso maligne nelle gatte anziane.

L’uso di anticoncezionali orali o iniettabili è una soluzione fortemente sconsigliabile in quanto in grado di favorire, anche dopo una sola somministrazione, patologie all’utero nonché gli stessi tumori che l’intervento precoce previene.

CANI

La sterilizzazione del cane maschio è un intervento che viene eseguito molto più raramente ed è consigliabile in animali che tendono a scappare dai giardini, attratti dai feromoni delle cagne in calore, oppure in cani aggressivi dove i problemi comportamentali sono imputabili agli ormoni maschili, o ancora nei cani anziani dove possono essere presenti patologie prostatiche o tumori ai testicoli.

Nella cagna le indicazioni sono le stesse che nella gatta. Anche in questa specie l’uso di anticoncezionali è sconsigliato e l’unica soluzione definitiva è l’asportazione delle ovaie e dell’utero.

Vista la frequenza con cui i tumori mammari si manifestano nelle cagne con più di sette anni, la sterilizzazione assume una grandissima importanza nella prevenzione delle stesse, purché effettuata precocemente, all’età di sette mesi circa, prima della completa maturità sessuale.

Nelle cagne di grossa taglia non è trascurabile la possibilità dello sviluppo di incontinenza urinaria nel corso degli anni, che è un inconveniente non da poco se l’animale non vive in giardino ma in casa.

In entrambe le specie non esistono altre controindicazioni all’intervento. Bisogna però sapere che senza la produzione degli ormoni sessuali, il metabolismo tende a rallentare e questo significa che, per non fare ingrassare i nostri animali dopo operati, dobbiamo fornire loro alimenti meno calorici, o semplicemente modificare la razione utilizzando più fibre.

Il vostro veterinario vi può consigliare la soluzione migliore per ogni singolo caso. Alla fine la decisione spetta al proprietario che, solo se al corrente dei pro e contro, può fare una scelta consapevole.

Dr.ssa Alessandra Rossi Medico Veterinario

 

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