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Sterilizzo la mia gatta perchè...

La prima cosa da capire è che la gatta non è una donna. La gatta non può scegliere di fare figli con chi e quando, non può scegliere di prendere la pillola o di non accoppiarsi o di proteggersi dal rischio della malattie mortali sessualmente trasmissibili. Secondo voi se una gatta fosse consapevole di dover andare in calore in continuazione, dover accoppiarsi più volte con il maschio che le capita non sapendo se per questo verrà contagiata da FIV – FeLV, sapendo che da questo ne verrà fuori una gravidanza e dei gattini da partorire, accudire e sfamare, e questo 3 volte all’anno… secondo voi cosa sceglierebbe?

* Una gatta in calore STA MALE, anche al primo calore e anche se viene coperta.

* L’uomo tende a concepire i rapporti sessuali tra i gatti paragonandoli a quelli dell’uomo, come un fenomeno di relazione sociale piacevole tra loro: l’unico piacere che provano è la cessazione di un malessere acuto che crea l’istinto irrefrenabile all’accoppiamento, sebbene questo NON sia piacevole di per sé.

* Una gatta NON PROVA ALCUN GODIMENTO NEL RAPPORTO SESSUALE, anzi il rapporto sessuale (sia il primo che i successivi) è molto doloroso: il

maschio ha sul pene degli uncini che utilizza nel rapporto sulla vulva della femmina per indurre l’ovulazione. Non a caso, se avete mai assistito a un accoppiamento fra gatti, avrete notato che non appena finisce l’atto la gatta soffia e manda via a zampate il gatto, poiché le ha fatto male.

* La gatta NON HA NESSUN ISTINTO MATERNO prima del parto e talvolta, soprattutto se molto giovane, non ce l’ha neanche dopo il parto: per questo se è molto giovane può capitare che abbandoni i cuccioli o non li allatti o non li sorvegli a sufficienza. Non ha nessun bisogno morale di fare questa esperienza.

* Partorire e andare in calore è molto più DOLOROSO E PERICOLOSO (infezioni, tumori, malattie sessualmente trasmissibili, complicanze nel parto) che non l’operazione.

* Lasciare una gatta in calore libera di accoppiarsi la mette a RISCHIO DI CONTRARRE MALATTIE LETALI QUALI FIV E FELV. Le vaccinazioni non la proteggono poiché il vaccino per la FIV non esiste e il vaccino per la FeLV, se avete fatto il regolare richiamo ogni anno, copre al 70-80% (se non è stato fatto il richiamo copre zero).

* Le femmine di gatto selvatico (intendendo i veri selvatici dei boschi non i randagi cittadini) vanno in calore una volta all’anno massimo, facendo 1-2 cuccioli per gravidanza. L’uomo ha distrutto i suoi ambienti naturali e li ha addomesticati, e le gatte ora hanno più calori durante l’anno e fanno numeroso piccoli. NON SI PUÒ PIÙ FARE SECONDO NATURA, con cui abbiamo interferito. L’uomo ha la responsabilità e il dovere morale di limitare le sofferenze a gatte e gattini.

* Una femmina integra andrà COSTANTEMENTE SOGGETTA A PERIODI DI ESTRO (CALORE), che in appartamento potranno non subire pause per tutto l'arco dell'anno, poiché la gatta non viene coperta.

* Se non desiderate che resti gravida (il che avviene nel maggior numero dei casi dato che il rilascio dell'ovulo maturo - a differenza del cane o dell’uomo - viene provocato proprio dall'accoppiamento), dovrete tenerla accuratamente confinata, mentre lei soffrendo tenterà di scappare e i maschi integri presenti nel raggio di 2 km tenteranno di raggiungerla (si hanno notizie di gatti entrati nelle case passando dai condotti di aspirazione dei camini!).

* Durante l'estro è a volte possibile che anche la gatta possa "spruzzare", esattamente come un maschio integro, un'urina di odore penetrante. Sicuramente invece ci farà capire che non sta bene: dimostrerà irrequietezza, prolungati miagolii con tono acuto e un inusuale comportamento languido, rotolandosi per terra ed esponendo i genitali. Se non subentra una gravidanza, dopo 2 o 3 settimane inizierà un successivo ciclo di calore. Se invece rimane gravida, dovrete preventivare l'AUMENTO DI SPESE relative alle visite veterinarie, al cibo necessario durante l'allattamento e a quello necessario per lo svezzamento dei cuccioli (la gravidanza dura circa 2 mesi, e lo svezzamento si completa dopo i 2 mesi di vita dei cuccioli). Se non potete o volete tenerli con voi dovrete anche considerare il tempo necessario per trovare una buona sistemazione ai cuccioli. E ANCHE SE SIETE SICURI DI RIUSCIRE A DARE UNA CASA MERITEVOLE A TUTTI AVRETE COMUNQUE ALIMENTATO IL CIRCOLO DELLA SOVRAPPOPOLAZIONE (una gatta può essere all’origine di più di 200 discendenti in meno di 2 anni!).

* Nelle gatte non sterilizzate che non possono uscire e sono vergini si verifica col tempo un'ALTA INCIDENZA DI CISTI OVARICHE E MALATTIE UTERINE. Fra queste ultime particolarmente pericolosa è la piometra, una particolare degenerazione fisiologica nella quale si ha un graduale ispessimento dell'utero che produce un'infiammazione cronica. Col tempo compaiono secrezioni di materiale suppurativo dalla vulva, lentezza, gonfiori addominali e generale debilitazione organica. Le gatte sterilizzate non vanno ovviamente incontro a questo tipo di problemi.

* Nelle gatte non sterilizzate e che hanno avuto diversi calori e cucciolate è ALTISSIMA L’INCIDENZA DI TUMORI ALL’OVAIO, ALL’UTERO O ALLA MAMMELLA. Una gatta sterilizzata PRIMA del primo calore (attorno ai 6 mesi) ha un rischio NULLO di sviluppare queste malattie. Una vecchia convinzione riteneva che facendo fare una cucciolata si aiutasse la femmina a non morire di cancro alla mammella. In realtà nulla è più sbagliato di questa convinzione, è chiaro che con l’accoppiamento e il parto i valori ormonali andranno alle stelle e ricordiamo che sono gli ormoni i responsabili del cancro alla mammella nelle femmine. Se sterilizziamo DOPO il primo calore la possibilità che la femmina abbia tumori mammari sale all’ 8%, dopo il secondo calore sale al 26% e più calori ci sono meno si riesce a contenere il rischio tumorale. Dopo i tre anni, sterilizzare una femmina NON previene più tumori alla mammella. Quasi la totalità delle femmine non sterilizzate sviluppa delle cisti/tumori mammari. Nel 50% dei casi il tumore è maligno, nel rimanente è benigno, ma con gli anni se non operato si trasforma in maligno. Sterilizzare una gatta anche dopo i tre anni è comunque utilissimo per la prevenzione dei tumori all’ovaio e all’utero (indipendentemente dal’età a cui la si sterilizza) poiché questi vengono asportati e, anche se la gatta ha subito anni di bombardamento ormonale continuo, la rimozione di utero e ovaie previene totalmente da quel momento in poi che si sviluppino patologie tumorali a questi organi.

* La gatta può tornare in estro a breve distanza dal parto: se dopo una gravidanza indesiderata decidete di farla sterilizzare, cercate di programmare l'intervento non appena sarà possibile (consultate il veterinario, soprattutto in relazione agli attuali cuccioli: mamma gatta non sarà in grado di occuparsene, nei giorni successivi).

* Una gatta sterilizzata VIVE STATISTICAMENTE PIÙ A LUNGO E SOPRATTUTTO VIVE MEGLIO.

* Le associazioni protezionistiche hanno pochi mezzi e nei periodi di nascite sono sommerse da gattini da accasare, frutto anche della disinformazione di chi non sterilizza i propri gatti e dalle nascite dai gatti liberi. Molti gattini liberi sono destinato a soffrire e morire, e le malattie si diffondono, per questo si impiegano tante energie a sterilizzare i randagi… almeno le gatte con un padrone dovrebbero ricevere da lui questo favore, perché la sua fiducia e affetto valgono ben una piccola spesa.

* Prima di fare nascere dei cuccioli pensaci bene, anche se riusciresti a dare una casa a tutti: ogni volta che facciamo adottare un cucciolo con successo togliamo effettivamente una preziosa possibilità di affidamento a uno dei tanti custoditi nei gattili o che si trovano nelle colonie e che hanno davvero bisogno di una casa. Inoltre, a meno che non sia un tuo parente stretto o il tuo migliore amico che adotta tutti i gattini, non avrai mai la certezza che si tratti di persone fidate e che tratteranno i gatti come meritano e che a tempo debito li sterilizzaranno. Credi che tutti i gatti chiaramente abbandonati che arrivano nei gattili non siano stati ceduti in origine con la convinzione che andassero a stare bene?

per gentile concessione di Francesca A. (grazie amica)

 

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