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Quando il proprietario di un animale, cane e gatto che sia, si accinge a portare il suo nuovo amico alla prima visita veterinaria, una delle domande che più frequentemente vengono rivolte al medico è “Come mi devo comportare quando il mio animale manifesterà il primo calore?”

La risposta non sempre è univoca. Da un lato c’è il desiderio di rispettare l’etologia della specie in oggetto, dall’altro l’esigenza di salvaguardare più a lungo possibile la salute del nostro amico a quattro zampe e il suo benessere nell’ambiente in cui dovrà vivere.

GATTI

Nel gatto, che vive esclusivamente in appartamento, l’intervento è una scelta quasi obbligata. Imaschi, all’età di 7-12 mesi a seconda delle razze, raggiungono la maturità sessuale e iniziano a produrreormoni maschili responsabili del tipico comportamento del maschio “in calore” che si manifesta con miagolii insistenti, tentativi di fuga e soprattutto con la produzione di urine di odore particolarmente pungente rilasciate al di fuori della cassettina igienica. La castrazione è l’unico modo per abolire tale comportamento, ridando al micio la “serenità perduta”.

Prof. Fausto Quintavalla

Università di Parma,

ordinario di Clinica Medica alla Facoltà di Medicina Veterinaria,

past president AIVPAFE 

La scelta di portare nella nostra casa un gatto è una decisione importante, che sicuramente crea le condizioni di un rapporto pieno di gioia e tenerezza, ma comporta anche responsabilità precise, soprattutto per quanto riguarda la tutela della sua salute. 

Il primo appuntamento da rispettare è quello con le vaccinazioni. Quando nascono, i gattini sono protetti dalle malattie che potrebbero colpirli dal colostro assunto dalla madre, che contiene gli anticorpi in grado di difendere il suo piccolo organismo. Questa "protezione" di origine materna inizia, però, a venire meno intorno alla settima settimana d'età. E poiché in genere i gatti entrano nelle nostre case proprio intorno all'ottava-nona settimana di vita, cioè quando la protezione di origine materna inizia ad essere insufficiente, bisogna subito iniziare dal Veterinario una adeguata protezione vaccinale. 

Sterilizzo la mia gatta perchè...

La prima cosa da capire è che la gatta non è una donna. La gatta non può scegliere di fare figli con chi e quando, non può scegliere di prendere la pillola o di non accoppiarsi o di proteggersi dal rischio della malattie mortali sessualmente trasmissibili. Secondo voi se una gatta fosse consapevole di dover andare in calore in continuazione, dover accoppiarsi più volte con il maschio che le capita non sapendo se per questo verrà contagiata da FIV – FeLV, sapendo che da questo ne verrà fuori una gravidanza e dei gattini da partorire, accudire e sfamare, e questo 3 volte all’anno… secondo voi cosa sceglierebbe?

* Una gatta in calore STA MALE, anche al primo calore e anche se viene coperta.

* L’uomo tende a concepire i rapporti sessuali tra i gatti paragonandoli a quelli dell’uomo, come un fenomeno di relazione sociale piacevole tra loro: l’unico piacere che provano è la cessazione di un malessere acuto che crea l’istinto irrefrenabile all’accoppiamento, sebbene questo NON sia piacevole di per sé.

* Una gatta NON PROVA ALCUN GODIMENTO NEL RAPPORTO SESSUALE, anzi il rapporto sessuale (sia il primo che i successivi) è molto doloroso: il

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