Questo sito utilizza soltanto cookies tecnici, necessari alla navigazione stessa. Non sono raccolti i dati di navigazione, in nessuna forma.

Copyright 2017 - Custom text here
  • © stephen chown via sxc

  • © T. Duff via sxc

  • © Monia Zanin

  • © mirko delcaldo via sxc

  • © Monia Zanin

  • © Monia Zanin

La malattia del rene policistico (PKD in anglosassone) è una condizione ereditaria che porta alla formazione di più cisti (sacche di fluido) nei reni. Queste cisti sono presenti fin dalla nascita nei gatti colpiti ma sono inizialmente delle piccole formazioni poco visibili che poi tendono ad aumentare gradualmente di dimensioni fino a compromettere tutto il tessuto circostante normale dei reni causando infine insufficienza renale. Dato che le cisti di solito crescono molto lentamente, la maggior parte dei gatti non mostrano alcun segno di malattia renale se non relativamente tardi nella loro vita, in genere intorno ai sette o otto anni. Tuttavia, in alcuni gatti il quadro da insufficienza renale può evolvere più rapidamente e comparire quindi già in giovane età. Inoltre i gatti colpiti presentano spesso una evidente distensione addominale dovuta all’aumento di volume dei reni per lo sviluppo di cisti di dimensioni anche consistenti contenenti liquido.

La PKD è provocata da un disordine genetico determinato da un gene autosomico dominante che colpisce i gatti persiani e le razze a loro correlati. La causa è la mutazione 307CA nel gene PKD1. I soggetti affetti ereditano un gene difettivo da uno dei genitori e trasmettono questo gene a circa la metà della loro discendenza. Tra i persiani degli Stati Uniti circa il 38% presenta il gene difettivo e sono quindi affetti dalla malattia. In Europa i dati sono forse ancora più preoccupanti dato che secondo alcune indagini si può arrivare sino al 60% di soggetti portatori della mutazione.

Sino a poco tempo fa l’unico sistema valido per effettuare la diagnosi era l’ecografia renale eseguita già ai cuccioli. A 10 mesi di età circa il 98% dei gatti ammalati veniva correttamente diagnosticato. Ad oggi è diventato disponibile il nuovo test sul DNA per la PKD, sviluppato dalla Dr. Leslie alla università della California ( UC-Davis ). Il test va a ricercare la mutazione nel corredo genetico del gatto; è quindi possibile una diagnosi a qualunque età. Anche in Italia vi sono oramai numerosi laboratori veterinari che offrono commercialmente la possibilità di eseguire l’esame. In caso di esito negativo il gatto non è portatore della mutazione PKD 307CA, (Genbank Acc. Nr. AY612847) ed è dunque geneticamente sano per una PKD e non può trasmettere l'allele PKD-mutante alla discendenza. La patologia viene determinata dalla mutazione summenzionata solo nelle seguenti razze: Persiani, Himalaya e Siamesi, Ragdoll, European Shorthair, American Shorthair, British Shorthair, Exotic Shorthair, Selkirk, Rex e Scottish Fold.

Recentemente in Gran Bretagna sono stati confrontati i risultati di ecografia, PCR real-time e genotipizzazione per il rilevamento del gene PKD AD - 72 in differenti razze di gatti persiani e correlati. Sono stati esaminati 506 pazienti e, ad eccezione di 2 gatti in cui la diagnosi ecografica renale era stata equivoca, si è riscontrato un accordo del 100% tra le tre metodiche. I test genomici hanno lavorato altrettanto bene sia utilizzando tamponi buccali che campioni di sangue.

Con l'avvento dei test molecolari per determinare lo stato AD - PKD in Persiani e razze correlate dovrebbe essere possibile eradicare la mutazione dalla popolazione felina in allevamento selettivo, a patto che ve ne sia la volontà da parte delle associazioni nazionali.

 

 

fonte: http://elleviti.it/

 

Contatti

Copyright

Tutti i diritti riservati. I testi, quando non vi è espressamente riportato l'autore, sono di proprietà di Miagolando.com e possono essere citati solo con riferimento a questo sito come fonte.