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Maurizio Scozzoli, medico veterinario

del “Centro Sperimentale”

dell’APA-CT S.r.l. di Forlì

Purtroppo i sintomi dell’insufficienza epatica sono clinicamente silenti finché il processo morboso non è abbastanza avanzato. Questo è dovuto sia alla notevole capacità rigenerativa del fegato sia alla sua grande riserva funzionale.

Prima che si osservino i segni di un danno funzionale, deve essere distrutto il 70-80% della massa epatica. E’ chiaro quanto sia importante salvaguardare l’integrità di questo organo per mantenere i nostri animali in buono stato di salute fino a tarda età. La Fitoterapia può venire incontro alle esigenze di proteggere (prevenire) e curare gli stati di sofferenza epatica frequenti nel cane e nel gatto, in particolare di quelli anziani e colpiti da vari gradi di obesità.

Tra le Piante officinali attive sul fegato, il Carciofo (Cynara scolymus L.) è un interessante ausilio terapeutico grazie a due principi attivi: la cinarina el’acido caffeico. Queste due sostanze possiedono entrambe un’azione coleretica (cioè stimolano la produzione di bile); si sono dimostrate capaci di migliorare e prevenire il cosiddetto “fegato grasso”(steatosi epatica), di attivare la sintesi di sostanze proteiche e di proteggere il fegato dai danni conseguenti ad un’alimentazione troppo ricca e squilibrata. I Flavonoidi e gli alcoli triterpenici contenuti negli estratti di Carciofo sono protettivi delle membrane degli epatociti e stimolano alcune catene enzimatiche alla base del metabolismo epatico. Oltre a possedere effetto diuretico, il Carciofo agisce sul metabolismo dell’azoto stimolando la trasformazione di molecole azotate in urea, meno tossica ed eliminabile attraverso il rene. Questa Pianta officinale riveste un ruolo determinante nei trattamenti specifici del fegato (epatiti, epatosi, disfunzioni epatiche di varia origine) ma è anche un importante elemento dei trattamenti “Drenanti” (drenante epato-biliare). La ridotta funzionalità del fegato predispone al sovraccarico degli altri organi emuntori come i reni e la pelle; ciò spiega la stretta correlazione che esiste tra la funzionalità epatica, l’apparato renale (insufficienza epato-renale) e numerose manifestazioni patologiche della pelle (dermatosi, dermatiti, eczemi, allergie, ecc.). Anche il Cardo mariano (Silybum marianum) è da considerare tra le più importanti Piante officinali ad azione protettiva e disintossicante del fegato. E’ stato studiato e sperimentato nella profilassi e nella terapia delle patologie epatiche da intossicazione. La Silimarina, in esso contenuta, è responsabile del potere disintossicante; possiede una spiccata azione lipotropa, che ostacola la steatosi del fegato, e un’azione antinecrotica che riduce la degenerazione degli epatociti. L’estratto di Cardo mariano possiede inoltre un effetto decongestionante del circolo portale con conseguente aumento del flusso ematico e miglioramento della circolazione del parenchima epatico. In conclusione l’impiego del Carciofo e del Cardo mariano singolarmente o ancor meglio associati, è indicato in numerose disfunzioni e patologie del cane e del gatto.

Ottimi risultati si possono ottenere somministrando un composto d’estratti idroalcolici di Carciofo e Cardo mariano alle dosi di 1-2 gocce per Kg di peso, anche miscelato nell’alimento, per un periodo di almeno 4 - 6 settimane. Come drenante epato-biliare, per prevenire o curare stati di sofferenza epatica, a volte difficilmente riconoscibili clinicamente, se ne consiglia la somministrazione alla dose di 1 goccia per Kg di peso per periodi di 2-4 settimane ripetuti più volte nell’arco dell’anno. Anche altri animali da compagnia quali cavie, conigli, canarini, pappagalli, uccelli esotici in genere, possono andare in contro alle suddette disfunzioni. Gli uccelli esotici, allevati in cattività, sono spesso colpiti da forme d’intossicazione ed il fegato, intossicato ed aumentato di volume, è ben visibile come un’ampiamacchia scura localizzata nell’addome. Un’altra causa d’intossicazione è l’assunzione di micotossine negli alimenti malconservati (granaglie, pastoncini, ecc.) in cui si sono sviluppate particolari popolazioni fungine. E’ quindi indicato in queste specie animali somministrare i suddetti estratti alle dosi di 30 - 60 gocce per litro d’acqua da bere o 3 - 6 gocce per beverino per periodi di 4 - 6 settimane.

 

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