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La panleucopenia, conosciuta anche come gastroenterite infettiva, e' una malattia virale contagiosa e spesso mortale, causata da un parvovirus (FPV).

Il virus può infettare qualsiasi gatto non vaccinato ma colpisce principalmente i gatti con meno di 1 anno di età: il più alto tasso di mortalità si ha nei gattini di età compresa fra 3-5 mesi. Non è pericoloso né per i cani né per l’uomo.

Come si trasmette

Il virus è eliminato soprattutto con le feci. E’ presente anche in urina, saliva, sangue, secrezioni nasali, vomito. L’infezione avviene per via oro-nasale, per contatto diretto con un gatto infetto o con materiale infetto presente nell’ambiente. Periodo di incubazione: 2-17 giorni.

  • Il virus causa contaminazione ambientale: è resistente ai comuni disinfettanti e può sopravvivere a lungo nell’ambiente (oltre 1 anno). Gabbie, ciotole, lettiere, qualsiasi oggetto contaminato come vestiti, mani e scarpe degli stessi operatori possono veicolare il virus e causare la trasmissione della malattia.
  • I gatti sono infetti 2-3 giorni prima di manifestare i sintomi clinici e continuano ad eliminare il virus nell’ambiente fino a 6 settimane dopo la guarigione clinica.
  • Se avete avuto un gatto con panleucopenia deceduto non accogliete altri gatti prima che siano trascorse 2 settimane

Sintomi

  • Febbre, inappetenza, abbattimento, disidratazione, vomito, diarrea (spesso emorragica), dolore addominale, ittero. I gatti solitamente muoiono per grave disidratazione, infezioni batteriche (setticemia) e disturbi coagulativi secondari.
  • Nelle forme iperacute la morte può sopraggiungere in 12-24 ore e, a causa della rapida progressione della malattia, non si osservano i sintomi gastroenterici ma solo grave depressione, diminuzione della temperatura e dolore addominale. Sono possibili morti improvvise, soprattutto nei neonati e nei gattini.
  • Sintomi neurologici (atassia, incoordinazione, tremori,…) e retinopatia in gattini con meno di 4 settimane di età o nati da gatta infettatasi nelle ultime fasi di gravidanza.
  • Aborto, riassorbimento o mummificazione fetale se la gatta si infetta nelle prime fasi della gravidanza.

Diagnosi

La diagnosi è emessa sulla base di storia e segni clinici ed analisi di laboratorio:

  • Emocromo: spesso è presente un forte abbassamento dei globuli bianchi (soprattutto neutrofili, talvolta anche linfociti). E’ possibile anemia e diminuzione delle piastrine. Ulteriori alterazioni: abbassamento delle proteine, dell'albumina e della glicemia, alterazioni elettrolitiche (soprattutto diminuzione del potassio). Innalzamento degli enzimi epatici, della bilirubina e dell’azotemia. Possibili alterazioni nei parametri coagulativi.
  • Test rapidi per la ricerca dell’antigene del virus nelle feci: si possono usare sia i test specifici per la ricerca del parvovirus felino sia i test per la ricerca del parvovirus del cane. Va ricordato che il virus è determinabile nelle feci con questi kit soprattutto nelle prime 24-48 ore dopo l’infezione.
  • PCR per la ricerca del virus nelle feci e/o nel sangue intero. Questo test si può effettuare anche sui tessuti in sede di autopsia per poter individuare la presenza del virus nei gattili e, quindi, rafforzare le misure di prevenzione.

Terapia

Non indugiare! Va iniziata il prima possibile, portando i gatti sospetti in una struttura attrezzata.

  • Terapia di sostegno: fluidoterapia (flebo) con integrazione di elettroliti e vitamine del complesso B; antibiotici; controllo del vomito; trasfusione, se necessaria. Le terapie vanno effettuate preferibilmente per via endovenosa.
  • Terapia antivirale: interferone omega felino

Vaccinazione

Il vaccino contro la panleucopenia è compreso nei cosiddetti vaccini trivalenti o CRP. Attenzione che ne esistono di due tipi: quelli "a virus vivi modificati" (o attenuati) e quelli "inattivati" (o spenti).

  • Tutti i gatti devono essere vaccinati.
  • Gattini:
    • Si consiglia una prima vaccinazione a 8-9 settimane di età seguita da una seconda vaccinazione 3-4 settimane più tardi (ad un minimo di 12 settimane di età). La vaccinazione di richiamo va effettuata a distanza di 1 anno e poi ad intervalli di 3 anni.
    • In situazioni ad alto rischio (gattili) è possibile iniziare a vaccinare a 4-6 settimane di età (in questo caso utilizzare solo vaccini inattivati): le vaccinazioni andrebbero ripetute ogni 3-4 settimane fino all’età di 16-20 settimane.
  • Gatti adulti di cui non si conosce lo stato di vaccinazione: possono ricevere una sola vaccinazione (preferibilmente con vaccino a virus vivo modificato) seguita da un richiamo dopo 1 anno; i richiami successivi possono essere effettuati a intervalli di 3 anni.
  • Gatte gravide: non dovrebbero essere vaccinate. In caso di necessità utilizzare solo vaccini inattivati.
  • Gatti FeLV-positivi e FIV-positivi: è consigliato l’uso di vaccini inattivati.

Norme igienico-sanitarie

  • Ricordiamo che vestiti, mani e scarpe degli operatori possono veicolare il virus. E’ bene lavarsi sempre le mani con acqua e sapone e indossare guanti monouso (camici e sovrascarpe, se possibile).
  • I gatti guariti dalla panleucopenia devono essere posti in quarantena per 6 settimane oltre la guarigione clinica.
  • Non tenere nella stessa stanza cuccioli di cane e di gatto: alcune varianti del parvovirus del cane possono causare la panleucopenia nel gatto.
  • Pulire e disinfettare ogni oggetto (lettiere, ciotole, gabbie,…) e l’ambiente (pavimenti, superfici, ecc) con candeggina. Utilizzare degli "spruzzini" per raggiungere tutti gli angoli, specie sulle gabbie.
  • Eliminare tutti gli oggetti non disinfettabili (copertine, cucce e giocattoli in stoffa, ecc)

Disinfezione

Il virus della panleucopenia è un virus resistente (sopravvive 1 anno nel materiale organico a temperatura ambiente): è ucciso da una soluzione di ipoclorito di sodio al 6%. Alcool, derivati dell’ammonio quaternario e clorexidina non sono efficaci.

L'ipoclorito di sodio al 6% si trova in farmacia (si acquista al 15% e poi si diluisce con acqua in proporzione 1:2), ma va usato con attenzione poichè a queste concentrazioni è tossico ed irritante per la cute, gli occhi e le vie aeree: usare sempre guanti, mascherina e mantenere l’ambiente aerato. In alternativa si può usare la normale candeggina reperibile in commercio senza diluirla. Lasciare agire per 5-6 ore prima di risciacquare.

Prima della disinfezione, rimuovere bene i residui organici.

Consulenza scientifica:

  • Dott. Stefano Bo medico Veterinario, Dottore di ricerca in Medicina Interna Veterinaria, past-Presidente della Societa' Italiana di Medicina Felina, Torino
  • Dott.sa Paola Cavana medico Veterinario, Dottore di ricerca in Scienze Cliniche Veterinarie, Membro della Societa' Italiana di Medicina Felina, Torino

Fonte: www.lacincia.it



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