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Questa grave malattia dei gatti è causata da un virus (parvovirus) molto diffuso nell’ambiente; ogni gatto ne può venire a contatto nel corso della vita: la possibilità che si ammali dipende dallo stato del suo sistema immunitario (ad esempio se è vaccinato oppure no) e dalla quantità di particelle virali che entrano nell’organismo (carica infettante).

Il virus viene emesso nell’ambiente dai gatti infetti principalmente attraverso la saliva, il vomito, le feci e l’urina. I gatti si infettano per contatto con animali ammalati, per l’ingestione di materiale contaminato o per inalazione. Il tempo di incubazione varia da due a dieci giorni. Il virus attacca le cellule dell’intestino, distruggendole, causando una grave diarrea, e nel midollo osseo, dove provoca la distruzione dei globuli bianchi, le cellule del sangue deputate alle difese immunitarie (da cui il termine panleucopenia). Ne consegue la morte per disidratazione o per infezioni batteriche secondarie.

La panleucopenia, conosciuta anche come gastroenterite infettiva, e' una malattia virale contagiosa e spesso mortale, causata da un parvovirus (FPV).

Il virus può infettare qualsiasi gatto non vaccinato ma colpisce principalmente i gatti con meno di 1 anno di età: il più alto tasso di mortalità si ha nei gattini di età compresa fra 3-5 mesi. Non è pericoloso né per i cani né per l’uomo.

Come si trasmette

Il virus è eliminato soprattutto con le feci. E’ presente anche in urina, saliva, sangue, secrezioni nasali, vomito. L’infezione avviene per via oro-nasale, per contatto diretto con un gatto infetto o con materiale infetto presente nell’ambiente. Periodo di incubazione: 2-17 giorni.

  • Il virus causa contaminazione ambientale: è resistente ai comuni disinfettanti e può sopravvivere a lungo nell’ambiente (oltre 1 anno). Gabbie, ciotole, lettiere, qualsiasi oggetto contaminato come vestiti, mani e scarpe degli stessi operatori possono veicolare il virus e causare la trasmissione della malattia.
  • I gatti sono infetti 2-3 giorni prima di manifestare i sintomi clinici e continuano ad eliminare il virus nell’ambiente fino a 6 settimane dopo la guarigione clinica.
  • Se avete avuto un gatto con panleucopenia deceduto non accogliete altri gatti prima che siano trascorse 2 settimane

 

Secondo gli esperti dell’ABCD tale intervallo è sufficiente per il controllo della malattia

Secondo le nuove linee guida pubblicate oggi dal Comitato Consultivo europeo sulle malattie dei gatti (European Advisory Board on Cat Diseases, ABCD) per il controllo della panleucopenia felina è solitamente sufficiente un intervallo minimo di tre anni per le vaccinazioni di richiamo, se le vaccinazioni iniziali sono state somministrate in base al protocollo raccomandato.

I tassi di mortalità legati al parvovirus della panleucopenia, altamente contagioso nei gatti suscettibili, sono elevati e possono superare il 90% nei gattini.

Sono a rischio anche i gatti d’appartamento

“Il contatto indiretto è il modo più comune d’infezione, per cui anche i gatti d’appartamento sono a rischio di contrarre la malattia,” ha dichiarato il Professor Uwe Truyen (Leipzig, Germania), membro dell’ABCD e specialista di parvovirus, di fama internazionale. “Il virus che causa la panleucopenia felina è altamente resistente ed in grado di sopravvivere nell’ambiente per diversi mesi o addirittura un anno. Questo significa che, per infettarsi, i gatti non devono necessariamente entrare a contatto con altri gatti.”

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