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Al  link Tabella riferimento diagnosi in sesta pagina, tabella di riferimento diagnosi (algoritmo Fip).

Dal sito della Dr.ssa Addie si riportano qui sotto i sintomi più comuni riferibili a Fip:

Quali sono i segnali clinici (sintomi) ai quali devo fare attenzione nel mio gatto?

Se si ha il sospetto che il gatto possa essere stato colpito da Peritonite Infettiva Felina (FIP), è necessario fare attenzione a uno qualsiasi dei seguenti segnali clinici:

  • Perdita di peso
  • Febbri ricorrenti (di solito rilevate quando il veterinario misura la temperatura del gatto)
  • Anoressia
  • Il gatto diventa sempre più pigro del solito
  • Rigonfiamento improvviso dell’addome

Osservare regolarmente da vicino gli occhi del gatto e verificare eventuali modifiche al colore dell’iride (l’area colorata dell’occhio del gatto attorno alla pupilla) o qualsiasi venatura o sanguinamento (per capire che cosa cercare, osservare da vicino gli occhi del gatto come descritto nella Sezione FIP secca o non effusiva)

  • Dispnea (il gatto respira attraverso la bocca)
  • Se il gatto ha un attacco o una crisi convulsiva
  • Se il gatto sembra perdere l’equilibrio o diventa goffo
  • Se il gatto cambia la propria personalità

Se si è un allevatore di gatti, i seguenti sintomi che dovessero presentarsi sui gattini dovrebbero portare a pensare alla possibilità della presenza del FCoV:

  • Figliata di gattini di dimensioni non omogenee
  • Diarrea nei gattini di 5-7 settimane di vita
  • Starnuti o lacrimazione dagli occhi

Si tenga presente che tutti i segnali clinici sopra descritti possono essere dovuti ad altre condizioni curabili, pertanto, se si presenta uno di questi sintomi, si consiglia di portare i gatti dal veterinario per un controllo, e “sperare in bene”. Si tenga presente che 8 gatti su 10, i cui campioni sono stati inviati al nostro laboratorio per una diagnosi di Peritonite Infettiva Felina (FIP), non erano assolutamente colpiti da questa malattia

 

www.dr-addie.com/Italian/WhatIsFIPIt.html#PIF%20classica%20o%20effusiva

 

Sono virus di forma sferica , con un diametro che varia dagli 80 ai 160 nm, a simmetria elicoidale e dotati di envelope. Presentano plepomeri a forma di petalo di 20 nm (responsabili dell' adsorbimento virale ). Il genoma è ss RNA ( +).

Proteine strutturali: N o nucleoproteina

REPLICAZIONE

Sono agenti specie-specifici poiché presentano un tropismo di specie e di tessuto che riguarda soprattutto l'apparato respiratorio, con l'epitelio ciliato di trachea , mucosa nasale e alveoli polmonari, e e l'apparato gastroenterico , a livello degli enterociti.

 

 

In uno studio, sequenze virali distinte in gatti asintomatici e ammalati

<  Il Coronavirus felino (FCoV) è endemico nelle popolazioni di gatti selvatici e nelle colonie feline e spesso precede focolai di peritonite infettiva felina (FIP) fatale. FCoV esibisce due biotipi: la forma patologica e un'infezione benigna sostenuta dal Coronavirus enterico felino (FECV). Non è chiaro se coesistano due forme geneticamente distinte del virus, virulenta e avirulenta, oppure se una forma avirulenta muti in vivo causando la FIP.

Al fine di valutare le due ipotesi alternative, in uno studio sono stati isolate le sequenze virali di gatti FCoV-infetti clinicamente sani e ammalati (8 casi FIP e 48 casi con infezione asintomatica FECV). Si generavano 735 sequenze da 4 segmenti genici e si sottoponevano ad analisi filogenetica.

Le sequenze virali dei gatti sani erano distinte da quelle dei gatti ammalati, sulla base delle distanze genetiche osservate nei geni della proteina 7b non strutturale di membrana.

Questi dati dimostrano, concludono gli autori, che circolano ceppi virulenti e avirulenti distinti nella popolazione naturale. Inoltre, 5 residui aminoacidici di proteine di membrana con potenziale funzionale differenziavano i gatti sani da quelli con FIP. Questi risultati possono essere utili come marker diagnostici dei FCoV virulenti associati a FIP.

“Genetics and pathogenesis of feline infectious peritonitis virus.” Emerg Infect Dis [serial on the Internet]. Brown MA, Troyer JL, Pecon-Slattery J, Roelke ME, O'Brien SJ 2009 Sep

Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD

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Fonte : Emerging Infectious Disease

 

La peritonite infettiva felina, PIF o FIP (Feline infectious peritonitis ) è una patologia che interessa i felini in genere.

 

Si tratta di un'infezione le cui cause sono ad oggi praticamente sconosciute.

L'agente infettivo responsabile dell'eventuale sviluppo della FIP è il coronavirus felino FCoV, molto diffuso e normalmente innocuo. In condizioni normali il gatto si infetta, ospita FCoV per uno/due mesi, il sistema immunitario risponde ed il virus viene eliminato.

Non esistono test od esami specifici in grado di confermare una diagnosi di FIP su animale vivo in quanto viene rilevata la presenza del solo FCoV. Al verificarsi di sintomi compatibili, la diagnosi può essere presa in considerazione tenendo conto della storia clinica del gatto, l'età, l'ambiente di provenienza e quello in cui vive, eventi particolari recenti che hanno provocato stress o disagio, ed un pannello di esami specifici.

Aggiornamenti sulla peritonite infettiva felina

MARIAN C. HORZINEK E HANS LUTZ1 Department of Infectious Diseases and Immunology, Faculty of Veterinary Medicine, Utrecht University, P.O. Box 80163 TD Utrecht, Olanda 1Clinical Laboratory, Department of Internal Medicine, University of Zurich, 8957 Zurich, Svizzera

Introduzione

La peritonite infettiva felina (FIP) è un’importante malattia del gatto che i veterinari che si occupano di questi animali devono conoscere per

parecchie ragioni. Nella maggior parte dei casi (clinicamente manifesti) questa malattia ha esito fatale, ma la sua biologia è poco conosciuta e la prevenzione è difficile. È anche una malattia enigmatica: una condizione virale sporadica è una contraddizione di termini. Ci si aspetta un’espansione epidemica dalle malattie virali, o almeno un quadro costante di diffusione in una società felina. Un altro carattere che può essere motivo di confusione è il fatto che gli anticorpi - le molecole che associamo all’immunità ed alla protezione - non sono di alcuna utilità per il gatto. Anzi, in certe circostanze, possono persino scatenare la malattia, causando il fenomeno della “morte precoce”. L’identificazione degli anticorpi non è di alcuna utilità anche per il veterinario curante, dal momento che i relativi titoli sono privi di significato a fini diagnostici e prognostici nei singoli pazienti. Ciononostante, gli esami sierologici hanno comunque un certo ruolo, che verrà illustrato più oltre. In alcuni Paesi è anche disponibile un vaccino, che si è dimostrato in grado di conferire una certa protezione. Tuttavia, la sua efficacia è oggetto di discussione. La polisierosite da coronavirus felino, come dovrebbe essere chiamata, è la fatale “punta dell’iceberg” di un’infezione diffusa in questa specie animale e sostenuta da un gruppo di virus ubiquitari. La maggior parte di questi coronavirus è priva di rischi e perfettamente adattata alla crescita in ambito intestinale. Sono indicati con il nome “coronavirus enterici felini”, per distinguerli dai virus letali che si replicano nei macrofagi del gatto. I soggetti sani con infezione persistente svolgono il ruolo epidemiologico più importante nella FIP, ospitando nel proprio intestino e nel sangue i coronavirus felini (FCoV), ed agiscono da costante fonte di infezione. Il virus viene eliminato attraverso le feci, la saliva e, forse, altri fluidi corporei dei gatti infetti. Oltre a questi “patotipi”, i coronavirus si distinguono anche in due sierotipi, entrambi in grado di causare la FIP dopo aver subito sottili mutazioni genetiche. È solo per ragioni di comodità che continuiamo ad utilizzare il termine “virus della FIP” (FIPV) per denominare quei ceppi di FCoV portatori della o delle mutazioni responsabili dell’aumento della virulenza. Tuttavia, la legittimità di questa nomenclatura è discutibile; è come dare nomi differenti ad un virus ed al suo ceppo vaccinale attenuato.

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