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fonte: http://www.cuteri.eu/Lezioni/FeLV_FIV.pdf

 

FeLV ( Feline Leukemia Virus)

 FeLV ( Feline Leukemia Virus), è leucemia virale felina, una malattia immunodepressiva..

L'agente di questa malattia è un virus della famiglia dei Gamma Retrovirus tra i quali c'è anche il virus responsabile della FIV, che attacca il sistema immunitario del gatto riproducendo il virus stesso all’interno del suo corpo.

Caratteristica di questo virus è la presenza di una proteina chiamata p27 la cui identificazione nel sangue è fondamentale per la diagnosi.

Sono stati identificati due tipi di virus, Virus Endogeno della Leucemia Felina (enFelv) e il virus RD114, ma solo il primo pare essere la causa dell’attuale FelV.

Il virus può essere trasmesso per via diretta, attraverso scambio di sangue, percio morsi ed accoppiamento, o per contatto tra mucose, oppure per via indiretta, con contagio tramite lettiere o ciotole.

Il virus può anche essere trasmesso ai cuccioli per via transplacentare o durante l'allattamento.

Il virus pero non sopravvive a lungo al di fuori del suo ospite, pare poco piu di 20minuti, tranne rari casi in cui viene mantenuto a temperatura ambiente in materiale organico, inoltre viene distrutto facilmente con disinfettanti, saponi, calore e lavaggi .

Non esistono luoghi in cui l’incidenza del virus è particolarmente elevata, in Europa e Usa si stima che la percentuale dei gatti di casa colpiti dalla Felv, è pari all’1%, mentre in colonie feline, senza l’uso di metodi preventivi, con un alto numero di individui, la percentuale sale al 20%.

In molti casi, l’infezione parte dalla zona orofaringea, dove il virus infetta i singoli leucociti che vengono trasportati nel midollo osseo, qui infettano rapidamente le cellule producendo virioni che conducono ad una infezione delle ghiandole salivari e delle pareti intestinali. Grandi quantità di virus vengono rilasciate nella saliva.

Se la risposta immunitaria è abbastanza alta, solitamente nel 40% dei casi, il virus viene neutralizzato ed il gatto raggiunge un’ immunità definitiva.

Se la risposta immunitaria è bassa (anche per una semplice debolezza del gatto), circa nel 30% dei casi, la viremia si trasformerà in persistente e raggiungerà così il secondo stadio della malattia dove l'infezione riesce a superare la barriera dei leucociti interferendo con il processo di produzione di globuli bianchi, rossi e delle piastrine. Questo processo avviene circa otto settimane dopo il contagio del gatto. Il micio a questo punto è dichiaratamente immunodepresso e lo rendono ricettivo a molte infezioni.

Il restante 30% di gatti manifesta una viremia latente e cioè il virus rimane inattivo all'interno del midollo e del sangue ed infatti il micio appare assolutamente sano.

Sintomi

La sintomatologia legata alla FELV presenta un ampia gamma di patologie legate tra loro.

I primi sintomi di solito sono inappetenza, febbre, e ingrossamento dei linfonodi. Si hanno infezioni continue, ad esempio riniti persistenti, raffreddori e congiuntiviti difficilmente curabili, per poi portare a sintomi ben piu gravi come forti anemie e tumori. Possono comparire ittero, diarrea e difficoltà respiratorie.

Alcune volte il virus della leucemia felina è causa cancro dei leucociti causando la morte ancor prima di esporre il gatto ad infezioni per immunodepressione.

Altro tumore indotto dalla FelV è il linfoma, linfomi del timo e del medio tratto intestinale, forme del tratto digestivo, tumori ai linfonodi,alla pelle o al fegato .

Molti gatti infetti con virus FelV, presentano una forte anemia. Nella maggior parte dei casi, si tratta di anemia degenerativa, solo in pochi rigenerativa.

Diagnosi

La diagnosi della Felv, puo essere fatta con diverse metodiche..

Test ELISA (p27) (Enzyme-Linked ImmunoSorbent Assay

E’ il piu comune, basato sugli anticorpi monoclinali, ricerca la proteina p27, proteina strutturale del virus Felv, presente nel sangue e nel siero. Ha un’sensibilità diagnostica pari al 90% ed un'altra specificità per il virus.

Il test sierologico ricerca le particelle virali nel sangue che sono espressione di una infezione in atto (viremia) o di una iniziale aggressione del virus al midollo osseo a cui non necessariamente segue la malattia. Per tale motivo i soggetti positivi con tale metodo diagnostico devono essere rivalutati dopo un paio di mesi per confermare la malattia.

Questo test si esegue in pochi minuti direttamente nella maggior parte degli ambulatori.

Metodo dell’immunofluorescenza (IFA, ImmunoFluorescence Assay).

E’ basata dull’osservazione che granulociti, linfociti e piastrine in gatti viremici, contengono specifici antigeni (gag) che possono esser rilevati nel sangue dall’IFA.

La sensibilità non è alta, ma i gatti risultati positivi con questa metodica, han sempre confermato la loro positività nel tempo.

PCR (Reazione di Polimerizzazione a catena)

La PCR è una tecnica che prevede l’amplificazione di una sequenza di DNA di cui si conoscono gli estremi, in questo caso del provirus della FelV, poiché in animali infetti, alcune cellule presentano DNA virale integrato al DNA cellulare

Ha un altissima sensibilità ed un alta specificità al virus.

Cure e Terapie

Fino ad oggi non esiste una terapia in grado di sconfiggere il virus della leucemia felina. Tutte le terapie praticate mirano solo a curare le malattie infettive eventualmente presenti ed a migliorare lo stato di vita degli animali infetti. Alcuni protocolli terapeutici, in alcuni casi rallentano il progredire della malattia anche di alcune settimane o mesi ma la prognosi resta comunque infausta

Nei diversi protocolli spesso ne fa parte il cortisone (prednisolone) che tenta di far diminuire i globuli bianchi (linfociti) cancerogeni o di far regredire alcuni tumori come il linfosarcoma.Il cortisone pero oltre a molteplici effetti collaterali, inibisce ancor più il sistema immunitario dei soggetti FeLV positivi predisponendoli ulteriormente alle infezioni.

L’unico farmaco fino ad ora che pare aver dato risultati soddisfacenti è l’interferone, (Interferone Omega Felino o rFeIFN-ω) un immunostimolante.

Gli interferoni sono proteine naturali, prodotte dall’organismo in risposta ad una infezione virale, l’interferone percio, agisce stimolando il sistema immunitario ad attaccare il virus.

In seguito a sperimentazione si è notato quanto segue:

nel trattamento di gatti affetti da leucemia felina si sono osservate una riduzione dei segni clinici

(nell’arco di 4 mesi). Nei gatti anemici con leucemia felina il tasso di mortalità (circa il 60%) è diminuito del 30% circa. Nei gatti non anemici il tasso di mortalità (50%) è diminuito del 20%. Nei gatti affetti da immunodeficienza felina il tasso di mortalità era basso (5%) ed è rimasto invariato a seguito del trattamento. Nella popolazione di gatti osservati (positivi al virus FeLV o al virus FIV oppure infetti da entrambi) si è assistito nel tempo a una riduzione dei segni clinici, che ha determinato un miglioramento della qualità della vita.

Nella speranza di trovare una terapia efficace si sono sperimentati molti farmaci, tra di essi c'è anche la vitamina C che a dispetto di quanto si crede non ha efficacia verso le infezioni da FeLV ma sicuramente nei soggetti debilitati da questa malattia un supporto multivitaminico e minerale può essere utile.

Vaccini e ConsigliI padroni di gatti siero-positivi devono fare attenzione a due cose:

- evitare che il gatto possa andare liberamente in giro per evitare di contagiare altri gatti

- essere regolari con i controlli veterinari

Tenendo conto dell’estrema gravità della malattia e della mancanza di una terapia efficace, l’unico modo per proteggere il nostro gatto è una rigorosa prevenzione.

Fortunatamente per questo tipo di infezione, a differenza di altre gravi malattie come la FIV, esiste un vaccino capace di dare una buona protezione.

Come per altre vaccinazioni, il successo di questa azione di prevenzione è massimo se all'immunizzazione uniamo anche comportamenti che mirano a diminuire i contatti tra il nostro gatto e altri soggetti possibili fonti di contagio.

La vaccinazione è caldamente consigliata per tutti i soggetti che fanno vita libera o semi libera e che quindi possono

venire in contatto con soggetti randagi non vaccinati.

I gattini dovrebbe essere vaccinati verso la 10a settimana e poi sottoposti ad un richiamo dopo circa 3 - 4 settimane. Successivamente andranno fatti richiami annuali come per gli altri vaccini.

Ancora non si sa bene se è il caso o meno di vaccinare anche i soggetti siero-positivi , la questione è molto dibattuta tra i vari veterinari. Da un lato le vaccinazioni prevengono contro le varie infezione ed una vaccinazione FelV per alcuni potrebbe scatenare una reazione immunizzante, per altri invece, i vaccini potrebbero invece essere la causa scatenante della malattia..

 Linee guida AAFP sulle infezioni retrovirali feline

La vaccinazione FIV e FeLV va decisa dopo una valutazione individuale del rischio

Le Linee guida 2008 della American Association of Feline Practitioners per l'approccio ai retrovirus felini sono state pubblicate sul numero di luglio del Journal of Feline Medicine & Surgery. FeLV e FIV sono tra le più frequenti infezioni del gatto. Benché siano disponibili i vaccini per entrambi i virus, l’identificazione e la segregazione dei gatti infetti costituiscono la pietra miliare della prevenzione di nuove infezioni. Le linee guida considerano diagnosi, prevenzione, trattamento e gestione delle infezioni FeLV e FIV.

Tutti i gatti dovrebbero essere sottoposti a test FeLV e FIV a intervalli appropriati sulla base della valutazione individuale del rischio; ad esempio, al momento dell'adozione, in seguito a esposizione a un gatto infetto o il cui stato infettivo è sconosciuto, prima della vaccinazione FeLV o FIV, prima dell'ingresso in una comunità e in caso di malattia. Nessun test è accurato al 100% in ogni occasione e in tutte le condizioni. I risultati dovrebbero essere interpretati insieme allo stato di salute e ai fattori di rischio del paziente.

I test per i retrovirus possono diagnosticare soltanto l’infezione, non la malattia clinica, e i gatti infettati da FeLV o FIV possono vivere molti anni. La decisione di effettuare un'eutanasia non dovrebbe mai essere basata unicamente sulla presenza di infezione. La vaccinazione contro FeLV è altamente raccomandata nei gattini. Nei gatti adulti, i vaccini anti-retrovirali sono considerati “non-core” e dovrebbero essere somministrati solo se la valutazione del rischio ne indica l'appropriatezza.

Sono pochi gli ampi studi controllati che riguardano l'utilizzo di farmaci antivirali o immunomodulatori per il trattamento dei gatti con infezione naturale. Sono necessari ulteriori studi per identificare la migliore strategia per migliorare l'esito a lungo termine delle infezioni retrovirali nel gatto.

 

“2008 American Association of Feline Practitioners' feline retrovirus management guidelines” Julie Levy, Cynda Crawford, Katrin Hartmann, Regina Hofmann-Lehmann, Susan Little, Eliza Sundahl, Vicki Thayer. J Feline Med Surg. Volume 10, Issue 3, July 2008, Pages 300-316

Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD

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Fonte : Journal of Feline Medicine & Surgery,

 

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