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Il tenore proteico minimo di un mangime normale per gatti è del 30%, che corrisponde al minimo apporto proteico per un gatto adulto in salute (non dimentichiamoci che il gatto è un carnivoro!). Nei mangimi commerciali però questo tenore si aggira in media sul 35-40%, e in un regime alimentare a base di dieta casalinga, alimentando il gatto con carne e pesce freschi, questo tenore raggiunge con grande probabilità il 70%!

Questo può considerarsi accettabile in un normale gatto sano, ma diventa problematico e scorretto qualora insorgano patologie dell'apparato urinario come l'insufficienza renale o l'urolitiasi (peraltro le più comuni patologie senili del gatto).

In presenza di questi quadri patologici diventa invece essenziale ridurre l'apporto proteico (in un mangime "renale" il tenore è del 28%!!), fornendo proteine di qualità elevata ma in quantità ridotta, così da ridurre l'accumulo di prodotti tossici del catabolismo proteico (l'urea ad esempio) solitamente eliminati a livello renale, sollevando quindi il rene da un certo carico di lavoro, soddisfacendo nel contempo i fabbisogni proteici essenziali. Viene comunque garantito un corretto apporto energetico grazie all'aumento di calorie non proteiche: c'è infatti un 40% di carboidrati e fibra, che forniscono energia evitando il catabolismo proteico.

La giusta quantità di fibra solubile riduce il riassorbimento dell'ammoniaca nell'intestino, abbassando così il livello di urea nel sangue. Poiché in corso di patologia renale sono inoltre frequenti iperfosfatemia ed ipertensione dovuta ad eccesso di sodio, i mangimi "renali" risultano essere iposodici ed a basso tenore di fosfato, ma comunque ben integrati di acidi grassi Omega-3 che migliorano il flusso ematico renale, vitamine del gruppo B, antiossidanti che aiutano a ridurre il danno ossidativo cellulare a supporto della funzione renale stessa.

Si tratta insomma di una serie di mangimi sia secchi che umidi la cui composizione è stata studiata e sperimentata apposta per il gatto sofferente di quella particolare patologia, e con l'alimentazione casalinga risulta impossibile formulare costantemente un pasto ugualmente equilibrato ed integrato.

Inoltre va considerato che l'insufficienza renale cronica è una patologia progressiva, che è in atto e tende a procedere, non ha quindi nessun senso né vantaggio somministrare il cibo specifico in corrispondenza dei sintomi, alla stregua di un farmaco: anche per gli animali in questi casi il cibo non è una medicina, la chiave è il cambio ed il costante e regolare mantenimento di un regime alimentare adeguato e commisurato alla situazione anche sanitaria dell'animale stesso. In sostanza se il gatto è diventato anziano o è insorta una patologia, non è davvero possibile mantenere la stessa alimentazione di prima perché il nostro gatto non è uguale a prima!!

Il mio consiglio in questi casi è quindi di utilizzare con fiducia l'alimentazione commerciale, perché si tratta della soluzione più sicura per il gatto data la patologia diagnosticata.

Dott. Mila Speciani

Veterinario

fonte: eurosalus.com/veterinaria

 

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