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Che cosa è il microchip?

Tecnicamente, il microchip per animali è un circuito integrato incapsulato in un piccolo contenitore cilindrico (di circa 11 mm di lunghezza per 2 mm di diametro).

Questo circuito contiene un numero di 15 cifre, unico, che è identificativo dell'animale: le prime tre cifre del codice possono identificare il paese di provenienza dell'animale (per l'Italia, per esempio, è 380). I numeri di chip che iniziano con il 9, invece, non identificano nessun paese, ma solo il produttore del microchip stesso.

Da ormai una decina d'anni il microchip ha definitivamente soppiantato il tatuaggio come mezzo di identificazione degli animali d'affezione.

Come viene inserito il microchip?

Foto di: Uwe Gille - CC BY-SA 3.0

Il microchip viene inserito tramite una siringa monouso sotto la pelle dell'animale (generalmente nella regione sinistra del collo). Trattandosi di una procedura medica "invasiva" (sebbene non necessiti di anestesia), può essere applicato soltanto da un medico veterinario (sia della Asl che privato: l'unica differenza sarà nel costo della prestazione).

Per l'animale, si tratta semplicemente di una piccola puntura, non troppo dolorosa, che gli darà per sempre un'identità inequivocabile: per tutta la sua vita, l'animale sarà identificabile (e ritrovabile!!!) con un numero univoco a livello mondiale.

Come funziona il microchip?

Foto di: Sternrenette - CC BY-SA 3.0

Come detto, il microchip è un semplice transponder. Non emette "onde" di nessun tipo (per questo non può essere usato come geolocalizzatore) ma si attiva soltanto in presenza di un apposito lettore: se si avvicina al collo dell'animale il lettore, in dotazione alle Asl, veterinari, ecc., quest'ultimo "comunica" con il transponder, il quale gli restituisce il numero identificativo, che compare sullo schermo del lettore.

Questo numero, nella banca dati della Asl, è collegato ai dati identificativi del proprietario dell'animale.

Il microchip è obbligatorio?

Il microchip (e la relativa iscrizione all'anagrafe canina) è obbligatorio per i cani. Per gatti e furetti non è obbligatorio, a meno che non li si voglia portare all'estero (vedi anche la sezione "Viaggiare con gli animali").

Niente vieta comunque di far microchippare anche i gatti o i furetti (che verranno iscritti all'Anagrafe canina regionale come specie "gatto" o "furetto", non esistendo ancora un'apposita anagrafe felina nazionale né regionale).

Il microchip può "smagnetizzarsi"?

Tecnicamente, non avendo niente di "magnetico", il microchip non può neanche smagnetizzarsi. Con il tempo, o in condizioni particolari, può però danneggiarsi e quindi risultare illeggibile. Accade raramente, ma puà capitare.

In tal caso il veterinario (dopo aver verificato l'illeggibilità del precedente microchip e la corrispondenza dei dati di anagrafe canina attraverso il confronto dei documenti forniti dal proprietario con la banca dati Asl) provvede a inserire un nuovo microchip.

Posso scegliere fra microchip e tatuaggio?

No. Ormai l'unico mezzo identificativo degli animali d'affezione (e non solo) è il microchip, uno strumento tecnologico a prova di errore, che presenta innumerevoli vantaggi rispetto al tatuaggio, il quale con il tempo rischia di diventare illeggibile.

Se il mio anziano cane è tatuato, devo farlo microchippare?

Dal punto di vista della legge non esiste un obbligo in tal senso, perché il cane è comunque iscritto all'anagrafe canina e quindi il proprietario è in regola.

Va da sé che un tatuaggio vecchio e sbiadito di fatto impedisce di ritrovare un cane che dovesse smarrirsi. Per questo è comunque possibile, e anzi caldamente consigliabile, far applicare il microchip anche ai cani già tatuati.

Come funziona l'Anagrafe canina in Italia?

Quando si fa microchippare un cane (o un gatto, o un furetto), questo viene iscritto all'Anagrafe canina regionale e risulta appartenente alla Asl di residenza del proprietario.

Teoricamente, i dati regionali dovrebbero essere inseriti anche nella banca dati nazionale italiana. Purtroppo, questo non sempre succede, poiché i tempi di aggiornamento delle banche dati e di comunicazione fra le anagrafi regionali e quella nazionale purtroppo sono aleatori.

Sul sito del Ministero della Salute è possibile consultare la banca dati dell'Anagrafe degli Animali di Affezione: http://www.salute.gov.it/anagcaninapublic_new/home.jsp. La pagina contiene anche i link alle singole anagrafi regionali.

 

 

 

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