Questo sito utilizza soltanto cookies tecnici, necessari alla navigazione stessa. Non sono raccolti i dati di navigazione, in nessuna forma.

Copyright 2017 - Custom text here
  • © stephen chown via sxc

  • © T. Duff via sxc

  • © Monia Zanin

  • © mirko delcaldo via sxc

  • © Monia Zanin

  • © Monia Zanin

Xavier Roura

Med Vet, Phd, Dipl ECVIM-CA, Barcellona, Spagna

www.ivis.org/proceedings/scivac/2005/Roura6.pdf

 

Sintomatologia dell’infezione da retrovirus in un gatto con interferone omega

 

di Didier Lanore - DVM

Responsabile delle visite di oncologia all’ ENVT

Storia del caso

Caline, una femmina di gatto Europeo di 7 anni è stata portata alla visita con sintomi di letargia e difficoltà nell’alimentazione malgrado un appetito normale. L’animale era stato visitato cinque mesi prima per una stomatite cronica refrattaria al trattamento con antibiotici (amoxicillina – acido clavulanico per un mese). Non erano ancora stati eseguiti ulteriori accertamenti. Il gatto non era stato sterilizzato e mai vaccinato. I proprietari riferivano anche un prurito intenso.

Esame fisico

L’esame clinico ha rivelato che il gatto era molto dimagrito da diverse settimane (2.95 kg p.c.). L’esame delle mucose mostrava una grave anemia (foto 1). La bocca presentava una grave stomatite ulcerosa e proliferativa, estesa dalla mandibola alla gengiva mascellare agli archi palatoglossi. La temperatura rettale era normale (38.5°C) e l’animale non era disidratato. Dermatologicamente si notava una marcata seborrea secca squamosa.

Diagnosi Differenziale

Poiché il gatto aveva accesso all’esterno (vivendo in una casa con giardino) l’ipotesi diagnostica era di infezione con uno o più retrovirus. Questa diagnosi differenziale era compatibile con l’anemia e la magrezza osservati.

Altre diagnosi differenziali includevano una infezione orale da calicivirus (primaria o secondaria), tumore orale, gengivite secondaria, parodontite o lesioni del collo.

Esistevano molte cause possibili dei problemi della cute.

Esami complementari

È stato prelevato il sangue per gli esami sierologici e antigenici per i retrovirus dei felini (FeLV e FIV), usando il test screening veloce ELISA (Snap® Combo Plus FIV-FeLV). Il gatto è risultato positivo per entrambi i virus.

È stato eseguito un emocromo completo per controllare l’anemia ed i potenziali effetti aplastici della infezione virale, che ha confermato una grave anemia rigenerativa negativa (emoglobina = 6.9 g/dl, ematocrito = 25.4%, RDW = 8.7) senza leucopenia, linfopenia o trombocitopenia.

Lo Scotch test dimostrò la presenza di una gran quantità di acari su tutto il corpo e anche un’infestazione da pulci.

Diagnosi

La diagnosi era di una co-infezione da FeLV e FIV. Questa co-infezione virale poteva essere la causa dell’anemia e perdita di peso e scatenare una infestazione parassitaria opportunista.

Probabilmente giocava un ruolo importante anche nello sviluppo e nella gravità della stomatite (con FeLV e FIV che agiscono come cofattori o fattori aggravanti).

Trattamento

L’Interferone Omega Felino (rFeIFN-ω) fu somministrato alla dose di 1 MU/kg p.c. per iniezione sottocutanea una volta al giorno per 5 giorni consecutivi. Questa serie di cinque iniezioni è stata ripetuta dopo due settimane (al giorno 14) e quindi dopo due mesi (60 giorni). All’inizio del trattamento è stata somministrata anche clindamicina (5mg/kg/die) per combattere l’infezione batterica secondaria, specialmente della bocca.

Risultato e sviluppo

Al giorno 14, il proprietario ha trovato le condizioni generali del gatto soddisfacenti (nessuna letargia, appetito normale, no febbre). L’anemia era marcatamente migliorata (emoglobina = 9.4 g/dl, ematocrito = 33.9%, RDW = 10.4). Le lesioni della bocca erano comunque rimaste invariate.

Al giorno 60, prima della terza serie di 5 iniezioni, rimanevano solo alcune lesioni vescicolari nella bocca, con eritema. L’animale aveva riacquistato peso (3.41kg) e, secondo il proprietario, le condizioni generali erano molto soddisfacenti.

Al giorno 120 il gatto è stato riesaminato con il test ELISA (Snap® Combo Plus FIV-FeLV) e i risultati erano i seguenti:

FIV positivo FeLV negativo (mentre era positivo al giorno 0).

Al giorno 202 il gatto presentava un grande ascesso submandibolare di origine sconosciuta (ferita da morso o infezione secondaria da co-infezione retrovirale), che fu operato.Veniva prescritta una terapia di 10 giorni con clindamicina. La guarigione della ferita sulla pelle si rivelava difficile.

Al giorno 247 il gatto veniva sterilizzato; una normale gravidanza arrivata al termine e che ha prodotto gattini vivi ha causato un’altra perdita di peso (2.91kg). La gatta si riprendeva bene dalla operazione e riguadagnava peso velocemente.

Al giorno 364, sebbene le condizioni generali del gatto fossero soddisfacenti, una riacutizzazione della stomatite portava all’estrazione di 6 denti nell’area della lesione ricorrente. Una biopsia della mucosa orale mostrava solo le predette lesioni istologiche di una complessa stomatite cronica linfocitica-plasmocitica.

Al giorno 730 il gatto era ancora vivo. La stomatite si era risolta senza ulteriori trattamenti.

L’anemia è rimasta, ma ad un livello accettabile (emoglobina = 8.4 g/dl).

Al giorno 929 l’animale veniva riesaminato per i due retrovirus usando due diversi esami (Snap® Combo Plus FIV-FeLV, idexx SA e Duo® Speed FIV-FeLV, BVT SA) che confermavano i risultati FeLV negativi riscontrati al giorno 120.

Il gatto ha continuato a crescere di peso, fino a 3kg. In seguito, alla palpazione addominale è stato diagnosticato un tumore intestinale e la sua presenza è stata confermata con ultrasuonografia. L’aspirazione con un ago sottile guidata con ultrasuoni dimostrava che si trattava di un tumore epiteliale maligno (probabilmente un carcinoma intestinale). Era improbabile che questo tumore fosse di origine retrovirale, dato che nel gatto solo i linfomi sono di origine retrovirale. Il proprietario ha deciso di non effettuare l’intervento chirurgico.

Veniva quindi iniziato il trattamento corticosteroide palliativo di 1 mg/kg/die.

L’animale era ancora vivo al tempo della stesura del presente rapporto, a più di 1000 giorni, cioè quasi 3 anni dopo la diagnosi iniziale.

Conclusione e Discussione

Il risultato di questo caso è stato eccellente,malgrado la negativa prognosi iniziale:

co-infezione da retrovirus (FeLV e FIV), un’anemia rigenerativa ed una grave stomatite cronica.

Il trattamento con l’interferone omega felino (comprendente solo tre serie di cinque iniezioni in circa tre anni) è stato accompagnato da:

- un lungo periodo di sopravvivenza (di almeno 1000 giorni)

- una buona qualità di vita: miglioramento della stomatite con periodi di guarigione virtuale, rapido miglioramento e stabilizzazione dell’anemia, un’eccellente qualità di vita a giudizio dei proprietari.

Il gatto è diventato FeLV negativo durante il trattamento con interferone, sebbene sia difficile stabilire un nesso causale con l’interferone. Infatti, un gatto viremico ad un certo momento (rilevazione dell’antigene p27 con ELISA) può eliminare il FeLV naturalmente (viremia transitoria) o diventare negativo al test di screening rapido in seguito alla localizzazione del FeLV nell’epitelio mammario o salivare. I limiti di questi test sono ben noti, dato che possono produrre dei falsi negativi e falsi positivi, malgrado la ottima sensibilità e specificità. Purtuttavia, non si può escludere la possibilità che il trattamento con interferone possa aver aiutato l’animale ad eliminare il virus.

Le infezioni retrovirali nei gatti possono causare una grande varietà di malattie, cancro incluso. Il Virus della Leucemia Felina (FeLV) gioca un ruolo importante nella genesi dei tumori in questa specie. La FeLV può virtualmente causare qualsiasi neoplasma ematopoietico. Linfomi sia FeLV positivi che negativi sono stati collegati all’infezione da FeLV. Recentemente, studi che hanno impiegato la tecnica PCR molto sensibile hanno dimostrato che linfomi FeLV negativi contengono un provirus FeLV esogeno.Alcuni carcinomi e sarcomi sono stati collegati all’infezione da FIV, principalmente il carcinoma a cellule squamose della pelle, ma anche carcinomi mammari, fibrosarcomi e malattia delle mastocellule istiocitiche.

Tra le neoplasie del sistema nervoso, in uno studio è stata osservata un’associazione tra l’infezione con FeLV ed il neuroblastoma olfattivo. L’infezione con FeLV non è mai stata collegata allo sviluppo di un carcinoma intestinale, quindi, il tumore epiteliale maligno di questo caso non è stato indotto dalla infezione retrovirale.

È possibile, però, che il trattamento con interferone possa aver aiutato a proteggere il gatto dallo sviluppare un linfoma.

 

Contatti

Copyright

Tutti i diritti riservati. I testi, quando non vi è espressamente riportato l'autore, sono di proprietà di Miagolando.com e possono essere citati solo con riferimento a questo sito come fonte.