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I MIGLIORI ESEMPI DI QUESTE DIFFERENZE

L’uomo cambia alimentazione a ciascun pasto senza avere problema, ma se avesse un apparato digestivo simile a quello del gatto questa variazione alimentare permanente provocherebbe una continua diarrea.

L’uomo ha bisogno della cottura, del sale degli aromi dell’aspetto di ciò che riempie i suoi piatti per essere attirato, mentre il gatto non ha la medesima necessità.

 

L’uomo può consumare i suoi pasti prendendo il suo tempo senza correre il rischio di diventare la preda di qualche predatore selvaggio. Certo, oggi i gatti non sono più prede, ma nel loro dna è ancora contenuto questo codice riflesso di mangiare rapidamente per non farsi rubare il cibo o non correre il rischio di diventare preda.

L’uomo consuma i pasti con regolarità mattina pranzo sera. Il gatto, in origine predatore solitario che consumava pasti multipli nell’arco del giorno e della notte, potrebbe arrivare a una molteplicità di pasti ( fino a sedici).

Rispettare le sue abitudini legate ad un apparato digestivo ed a un codice comportamentale differente è molto importante

VALUTAZIONE DELL'ALIMENTO: ODORATO E GUSTO NON GIOCANO LO STESSO RUOLO

Il gatto contrariamente all’uomo apprezza l’alimento prima di tutto attraverso l’odorato.

La superficie della sua mucosa olfattiva è 10 volte più estesa rispetto a quella umana. Il naso di un gatto ha fino a 67 milioni di ricettori olfattivi, dove il più fine dei nasi umani arriva a 20 milioni.

Il Gusto del gatto in compenso non interviene che pochissimo nella scelta dell’alimento. Laddove l’uomo ha 9000 papille gustative ( le cellule che captano ed analizzano il gusto degli alimenti ) il gatto ne ha 19 volte meno, ed una volta in bocca del gatto l’alimento viene ingerito velocemente verso lo stomaco.

Il gatto percepisce male i gusti zuccherati ed è sostanzialmente un carnivoro stretto che non sintetizza la taurina, ma la trova unicamente nella carne degli animali che caccia o nelle sue crocche.

PRE-DIGESTIONE DELL'ALIMENTO: DALLA BOCCA ALLO STOMACO

Il gatto dedica pochissimo tempo alla masticazione degli alimenti.

Nell’uomo la masticazione è importante in quanto è una preparazione alla digestione. La masticazione infatti libera il gusto del cibo miscelandolo con la saliva, ed è la fase più importante del processo digestivo. Al contrario il gatto trova nello stomaco la fase principale della partenza del processo digestivo.

L' analisi scientifica dimostra come lo stomaco rappresenta il 60% del peso totale dell’apparato digerente nelle specie feline, mentre nell’uomo occupa l’11%.

Il tasso alto di acidità di Ph nello stomaco del gatto, legato ad una grande abbondanza di acido cloridrico (6 volte maggiore all’uomo) rende l'idea di quanto lo stomaco del gatto abbia un ruolo purificatore, permettendogli di avere una barriera naturale straordinariamente efficace contro le infezioni digestive.

A questo proposito si sconsiglia l’uso di fermenti lattici per uso umano che non tengono conto della differenza fra il ph umano e felino.

PERFORMANCE DIGESTIVE: EREDITA' DEI GENI

Originalmente il gatto è uno “spiluccatore”. In effetti se gli si lascia un alimento a disposizione farà tra i 10 e i 16 pasti al giorno, con pasti che non durano più di qualche minuto. Questi piccoli pasti suddivisi nell’arco delle giornata spiegano perché il transito digestivo è molto rapido se comparato a quello dell’uomo ( da 12 a 14 ore contro le 30/48 dell’uomo)

Capire questi elementi ci aiuta a comprendere il gatto e soprattutto ad accettare che è differente dall’uomo e che non va “umanizzato

La non conoscenza dei veri bisogni animali associata molto spesso alla volontà del proprietario di “fare il meglio”, può talvolta rappresentare un pericolo per i nostri animali proiettando su di loro i nostri modi di vivere dimenticando l’essenziale. Il loro essere animali non umani va tassativamente rispettato.

La prima regola che va rispettata nell’alimentazione dei gatti è tenere conto che l’alimentazione va scelta soltanto secondo approccio alimentare completo senza lasciarsi influenzare dalle proprie abitudini alimentari umane. L’uomo è un onnivoro, mentre il gatto rimane di fondo un carnivoro stretto che non ha la stessa esigenza dell’uomo di variare quotidianamente e men che meno più volte nella stessa giornata per non “annoiarsi del gusto”.

Fonte: http://www.chat-et-cie.fr/forum/differe ... vt316.html

Traduzione a cura di Silvia (si prega di citare questa pagina in caso di prelievo dell'articolo).

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