amilidoisi epatica nei siamesi e orientali

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lukino
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amilidoisi epatica nei siamesi e orientali

Messaggioda lukino » 27 aprile 2009, 11:16

Dall'associazione di "categoria IV" BOSS (http://www.supanickasiamese.com/BOSS10.html) mi arriva questa mail che mi pare utile e che giro qui.
Cari Amici,
C'è un sito molto interessante fatto da Sarah Johnson, una grande allevatrice di siamesi e orientali in Inghilterra
http://www.hepaticamyloidosis.co.uk/.
Allego la traduzione del testo per quelli che non hanno molto dimestichezza con l'inglese!

Si tratta dell'amilidoisi epatica nei gatti della IV categoria che sembra che ne siano particolarmente colpiti.
Spero che nessuno di voi abbia incontrato questa malattia ma almeno adesso sapete che si sta cercando di arrivare ad una cura.
Se invece l'avete avuto, potrete collaborare in questa ricerca.

Ciao,
Susan
Amiloidosi epatica in gatti siamesi e orientali
 
Che cos’è?
L’amilidoisi epatica colpisce i gatti siamesi e orientali con conseguenze devastanti. La malattia viene mal diagnosticata in molti gatti, perché ci sono pochissimi riferimenti a questa particolare forma; la maggior parte di indicazioni riferite all’amiloidosi trattano la forma renale nei gatti abissini. Questa non è una “nuova” malattia bensì una che è stata documentata, almeno a voce, dagli allevatori per circa 30 anni. Questo potrebbe benissimo spiegare perché alcuni gatti siamesi e orientali muoiono all’improvviso a circa 2-3 anni.

Io non sono né una veterinaria né uno scienziato ma ho molti anni di esperienza nell’allevare e, purtroppo, nel curare malati di amilidoisi. Le descrizioni che seguono sono quelle basate sulle mie esperienze.

 
Quanto è grave questa malattia?
Questa è una malattia mortale per la quale non esiste cura, quindi è molto grave! Nella mia opinione è piuttosto diffusa e se i miei gatti l’hanno avuta anche altri l’avranno avuta – dopotutto, noi dividiamo spesso le stesse linee di sangue del paese nel quale viviamo.
Sì, è spaventoso e vi farà rivalutare i vostri programmi di allevamento come ho fatto io ma non lo possiamo negare ed ora abbiamo finalmente una grande opportunità per fare qualcosa. Non si colpevolizza nessuno – questo progetto non ha questo scopo. Si tratta di cercare di aiutare la razza che noi conosciamo e amiamo così profondamente.

 
Come si presenta?
I gatti malati sono spesso “un po’ giù” piuttosto che veramente malati. Gengive ed orecchie pallide sono un segno comune, come lo è un leggero ittero. Spesso l’esame del sangue rivelerà un alto numero di globuli bianchi e un basso numero di rossi – spesso creduto all’inizio come indizio diagnostico di un tumore. I gatti possono anche vomitare un fluido schiumoso con tracce di sangue. Il gatto può “riprendersi” grazie alla grandi capacità rigenerative del fegato e ci possono essere periodi di alti e bassi nella del gatto, che purtroppo sarà breve. Per quelli di noi che hanno dovuto curare questi gatti, la terapia con i fluidi endovenosi aiuta molto perché aiuta il fegato nel parziale ricupero. Io cerco sempre di non esporre il gatto a stress (mentale o fisico) e non vaccino mai un gatto che sospetto afflitto da questo problema. Nella mia personale esperienza, il problema spesso segue a un breve periodo di malattia (non necessariamente seria) o a qualche altra minaccia al sistema immunitario.
I gatti spesso muoiono per emorragia dal fegato, possono morire letteralmente all’improvviso davanti al proprietario. Questo è molto penoso e spesso il proprietario addolorato non richiede l’autopsia. Se l’autopsia viene fatta, questa rivelerà la cavità addominale piena di sangue e il fegato quasi disintegrato per via del numero altissimo di cisti amiloidi. Ho sentito parlare di veterinari che pensavano all’inizio che il gatto fosse stato vittima di un incidente stradale.

  
 
Cosa si può fare?
 Il Dr. Leslie Lyons dell’Università di California, Davis si è offerto di effettuare dei primi studi investigativi sulla amiloidosi epatica, con lo scopo di identificare un gene marker; se si riesce a trovarlo forse un giorno ci sarà un test attendibile che renderà possibile testare i nostri gatti e diminuire l’impatto di questa malattia sulla razza.

Tutto ciò che chiediamo ai proprietari di gatti sospetti (o diagnosticati) è di prendere un campione del DNA dal loro gatto e di spedirlo al Dr Lyons. Abbiamo bisogno di soli 30 campioni in tutto il mondo – veramente non molto per iniziare un progetto di ricerca di tanta importanza..

Se avete avuto gatti malati che non sono più con voi e avete i loro figli/fratelli/nonni potete spedire il loro DNA insieme ad un pedigree che identifichi il gatto malato.

Raccogliere un campione di DNA è molto semplice, per vedere un video dove viene mostrato come si fa andate a:
http://www.vetmed.ucdavis.edu/PHR/Lyons ... frame.html
(P.S. anche se questo video parla di spazzole citologiche, potete benissimo usare dei bastoncini di cotone, quelli da orecchie – qualsiasi marca va bene)

Tutti i campioni vengono spediti in assoluta discrezione: le uniche persone che sapranno di chi sono i campioni sono lo staff del laboratorio ed essi sono tenuti al segreto professionale. Comunque i gatti devono essere identificati individualmente (nome e numero di pedigree) per poter stabilire o meno un nesso ereditario. In nessuna circostanza questa informazione, né i risultati del test, verrà rivelata a qualcuno che non sia il proprietario del gatto. L’autore del sito non ha nessun accesso a questa informazione.

Tutto ciò di cui il Dr Lyons ha bisogno a questo stadio del progetto è:
a)un tampone del DNA – usate una spazzola citologica o un bastoncino di cotone per strofinare la gengiva anteriore interna del gatto e chiudetela in una busta; mandate due campioni.
b)Un pedigree di almeno 5 generazioni per ciascun gatto – i numeri di registrazione e razza sono essenziali per poter rintracciare i gatti.

Scrivete sulla busta contenente i tamponi
- il nome del gatto
- la razza
- il colore

e speditela insieme al pedigree a:
 
Prof L A Lyons, PhD - Hepatic Amyloidosis Project
1114 Tupper Hall

Population Health & Reproduction
School of Veterinary Medicine
University of California, Davis
One Shields Avenue
Davis, CA 95616

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Re: amilidoisi epatica nei siamesi e orientali

Messaggioda GRI » 27 aprile 2009, 11:48

grazie di averlo postato!
lo sposto nella sezione delle patologie feline.
E' vero che non sei responsabile di quello che sei,
ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei.

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Ascolta.
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Re: amilidoisi epatica nei siamesi e orientali

Messaggioda Maya » 27 aprile 2009, 15:13

Si, conosco questa patologia legata ai siamesi. Se trovi altro in proposito sarebbe veramente utile. Avevo iniziato una ricerca in proposito, poi abbandonata causa altre urgenze. Gli allevatori comunque non ne parlano. E questo è un male.
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Re: amilidoisi epatica nei siamesi e orientali

Messaggioda Silvi » 27 aprile 2009, 15:21

E' quella di Lucrezia di Chiara, vero? :cry2:
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Re: amilidoisi epatica nei siamesi e orientali

Messaggioda Maya » 27 aprile 2009, 15:22

Si, esatto.
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Re: amilidoisi epatica nei siamesi e orientali

Messaggioda lukino » 27 aprile 2009, 17:06

Maya ha scritto:Si, conosco questa patologia legata ai siamesi. Se trovi altro in proposito sarebbe veramente utile. Avevo iniziato una ricerca in proposito, poi abbandonata causa altre urgenze. Gli allevatori comunque non ne parlano. E questo è un male.

Non credo ci sia molto altro, allo stato attuale, dato che mi pare se ne sappia poco.
Però gli allevatori ne iniziano a parlare, la mail che mi è arrivata è fatta circolare proprio dagli allevatori di siamesi e orientali legati a "BOSS".

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Re: amilidoisi epatica nei siamesi e orientali

Messaggioda Maya » 27 aprile 2009, 18:00

[quote:1c45hzeb]Però gli allevatori ne iniziano a parlare[/quote:1c45hzeb]
Questa è una bella notizia davvero.
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Re: amilidoisi epatica nei siamesi e orientali

Messaggioda GRI » 27 aprile 2009, 18:32

...sono andata a vedere se sul libro che ha scritto l'allevatrice di Vic se ne parla: lei si sofferma sulla amiloidosi renale (un aminoacido, l'amiloide, che si deposita progressivamente sui reni) che non è diagnosticabile con esattezza, tant'è che il gatto con qs. patologia viene trattato come se avesse una insufficienza renale....e l'esatta diagnosi non può esser fatta finchè il gatto è in vita...
poi dice solo: " se l'a. renale è quella più conosciuta, si ricorda che sono stati riscontrati casi di depositi di amiloide anche su fegato e pancreas." stop.
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Re: amilidoisi epatica nei siamesi e orientali

Messaggioda Silvi » 29 aprile 2009, 9:19

GRI ha scritto:lei si sofferma sulla amiloidosi renale (un aminoacido, l'amiloide, che si deposita progressivamente sui reni) che non è diagnosticabile con esattezza, tant'è che il gatto con qs. patologia viene trattato come se avesse una insufficienza renale....e l'esatta diagnosi non può esser fatta finchè il gatto è in vita...


Non ho capito... Nel senso, io mi ricordo che con Lucrezia la malattia precipitò nel giro di pochissime settimane, fino alla necessaria eutanasia. Come fanno a scambiarla per insufficienza renale? Forse a un primissimo esame, ma l'insuff. renale, se supportata da terapie, ha un decorso più lento...
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Re: amilidoisi epatica nei siamesi e orientali

Messaggioda GRI » 29 aprile 2009, 9:41

Silvi ha scritto:
GRI ha scritto:lei si sofferma sulla amiloidosi renale (un aminoacido, l'amiloide, che si deposita progressivamente sui reni) che non è diagnosticabile con esattezza, tant'è che il gatto con qs. patologia viene trattato come se avesse una insufficienza renale....e l'esatta diagnosi non può esser fatta finchè il gatto è in vita...


Non ho capito... Nel senso, io mi ricordo che con Lucrezia la malattia precipitò nel giro di pochissime settimane, fino alla necessaria eutanasia. Come fanno a scambiarla per insufficienza renale? Forse a un primissimo esame, ma l'insuff. renale, se supportata da terapie, ha un decorso più lento...


Non so dirti, così è scritto. :silvi1:
Credo che faccia riferimento a una prima diagnosi non supportata da esami più approfonditi.
E' vero che non sei responsabile di quello che sei,
ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei.

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